Roero DOCG

Roero DOCG: Il Nebbiolo a nord del fiume Tanaro
Storia e origini
Il Roero DOCG deve il suo nome alla storica famiglia Roero, che nel Medioevo dominava queste terre situate sulla riva sinistra del fiume Tanaro, di fronte alle Langhe. Questo territorio, caratterizzato da colline sabbiose e pendii ripidi, ha da sempre favorito la coltivazione della vite, dando vita a vini di grande espressività.
Dopo il riconoscimento della DOC nel 1985, nel 2004 il Roero ha ottenuto la DOCG, consacrando la qualità dei suoi vini a livello internazionale.
Territorio di produzione
L’area di produzione del Roero DOCG si estende interamente all’interno della provincia di Cuneo, includendo i comuni di Canale, Corneliano d’Alba, Monticello d’Alba, Monteu Roero e altri limitrofi. Il suolo sabbioso conferisce ai vini un carattere elegante e profumato, differenziandoli dalle produzioni delle vicine Langhe.
Caratteristiche organolettiche
Il Roero DOCG è ottenuto da uve Nebbiolo in purezza e si presenta con un colore rosso rubino con riflessi granato. Al naso esprime note intense di frutti rossi, rosa appassita, spezie dolci e lievi sentori balsamici. Al palato è armonico e strutturato, con tannini morbidi e una piacevole freschezza minerale. Deve invecchiare almeno 20 mesi, di cui sei in legno, e può essere designato “Riserva” dopo un affinamento di almeno 32 mesi.
Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA)
Anche per il Roero DOCG sono state individuate 134 Menzioni Geografiche Aggiuntive che valorizzano la diversità dei singoli vigneti e la loro influenza sulle caratteristiche finali del vino, sottolineando il forte legame con il territorio.
