Le etichette del “WiLa” raccontano la storia del vino nei castelli di Langhe e Roero

Dal WiLa di Barolo ai castelli di Langhe e Roero per mostrarsi al pubblico e tracciare la storia del vino nel mondo. La Barolo & Castles Foundation organizza la 1ª edizione di “Message on the Bottle”, mostra temporanea, diffusa e itinerante dedicata alle preziose etichette donate dal professor Cesare Baroni Urbani di Sirolo e dalla moglie Maria al Comune di Barolo e custodite nelle pertinenze del Castello Falletti che ospita il WiMu. 

Oltre 282mila pezzi singoli, diversi e autentici, datati dalla fine del Settecento a oggi in rappresentanza di tutti i Paesi produttori di vino riconosciuti dall’Onu (tranne l’Iraq), per cui grazie al contributo della Fondazione Crt è in corso un lavoro di implementazione degli esemplari esposti al WiLa (Wine Labels Collection) e di digitalizzazione per la completa visione da parte del pubblico.
 
Saranno cinque le esposizioni che prenderanno casa dall’11 al 26 maggio nei castelli di Barolo, Serralunga, Grinzane Cavour, Perno di Monforte e Monteu Roero, per cinque ricche selezioni di etichette raggruppate per temi e storia, origini e geografia, provenienza e destinazione grazie al lavoro di Massimo Martinelli, curatore della collezione da quando è stata affidata al Comune di Barolo e alla Barolo & Castles Foundation. “Le etichette, spesso antiche, quasi sempre bellissime, conservano tracce di memoria, passione e fatica che stanno dietro la produzione enologica – dice Martinelli –. Portarle alla luce in un territorio vitivinicolo per eccellenza è una forma di ‘omaggio’ al sapere contadino e all’ingegno dei viticoltori“.
 
E così, ecco che a Barolo, negli spazi già dedicati al WiLa, troveremo “Il grande viaggio della vite. Dalla culla ai confini del mondo”. Partendo dal Caucaso, area in cui sono state rinvenute le prime tracce di vitis vinifera addomesticata alla produzione di una bevanda alcolica fermentata, la mostra racconta la diffusione progressiva e straordinaria di questa pianta in ogni angolo del pianeta, dal Mediterraneo, grazie alle civiltà del mondo egizio-greco-romano, ai nuovi continenti. Particolarmente suggestive, a tratti addirittura commoventi, le etichette dai Paesi arabi in cui oggi non è più consentito bere vino, ma che per secoli hanno espresso una straordinaria tradizione enologica, e ancora esemplari da luoghi remoti, esotici o inospitali come Norvegia, Kamchatka, Cuba e Tasmania.
 
Il castello di Serralunga accoglierà invece nella sala del cantinone l’audace raccolta “Vertigo! Quando il vino sfida le vette”. Una scelta quanto mai a tema per il maniero più iconico di Langa, che spicca per posizione panoramica, verticalità e senso di vertigine. Da qui, il percorso espositivo che illustrerà, attraverso le etichette più rappresentative, i vini prodotti alle massime altezze del pianeta, tra vigneti panoramici, aerei, terrazzati e pensili. Come Salta in Argentina, o l’Aconcagua alle pendici dell’omonimo monte sudamericano (intorno ai 3.000 metri), senza dimenticare i terrazzamenti del Vallese in Svizzera (quasi 1.500 metri di altitudine), la Valle della Bakaa in Libano e i monti del Peloponneso. Tra gli esempi italiani di altitudine, i vigneti in quota di Morgex sul Monte Bianco, della Valtellina, del Vesuvio, dell’Etna, ma anche una piccola rappresentanza del Barolo e del Chianti.
 
Per il castello di Grinzane Cavour, simbolo dell’Unesco e sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, un doveroso omaggio al “Barolo. Le origini del mito”. Nella casa che fu del conte Camillo Benso niente di più naturale che risalire all’indietro fino alle prime testimonianze del vino per antonomasia della Langa. E’ noto infatti a tutti l’impulso dato dallo statista alla coltivazione della vite, in particolare Nebbiolo, negli anni in cui fu sindaco di Grinzane e amministratore dei beni terrieri di famiglia. Cavour non fu solo nella sua opera: la marchesa Giulia Colbert, moglie di Tancredi Falletti, è un’altra delle protagoniste dell’avventuroso viaggio del Barolo. L’esposizione rivela le etichette storiche del Barolo che normalmente sono esposte nella collezione permanente e altre mai uscite dagli archivi. Pezzi rari, che in alcuni casi risalgono anche all’Ottocento, tra cui i primi cru di Barolo indicati in etichetta, oltre a originali indicazioni ormai in disuso (come “Barolino”), che denotano l’evoluzione del vino nel gusto e nella mentalità dei suoi stessi artefici.
 
Luogo ricco di storia e carico di echi letterari, nella biblioteca Einaudiana del castello di Perno, a Monforte d’Alba, messo a disposizione dal professore, avvocato e dinamico promotore di iniziative culturali Gregorio Gitti, un percorso di etichette “Sulle tracce di Marco Polo”. In un momento storico sempre più caratterizzato dalla presenza del gigante asiatico, può essere interessante ripercorrere l’itinerario del primo esploratore occidentale che si è immerso nelle meraviglie del remoto “Catai”. Forse non tutti lo sanno, ma non c’è praticamente Paese lungo quella che fu – e sta tornando a essere – la Via della Seta che non abbia avuto in passato una tradizione vitivinicola, magari poi abbandonata per motivi climatici, culturali o religiosi. Dalla Turchia all’Iran (dove il vino fu proibito in seguito alla Rivoluzione del 1979, ma di cui il WiLa custodisce tre rarissime etichette), passando per le Repubbliche declinate in “stan” delle steppe dell’Asia centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan) fino alla stessa Cina, con uno sguardo allargato al Cipango/Giappone, per un viaggio ai limiti dell’immaginazione, epico e irripetibile.
 
Unico maniero della Sinistra Tanaro in questo primo circuito di “etichette itineranti”, al castello di Monteu Roero, grazie alla disponibilità della famiglia Berta e dell’associazione Bel Monteu che si occupa delle aperture, si parlerà “Di sabbia e di rocche”. Considerata la scenografica collocazione del maniero nel cuore del Roero, noto terroir viticolo sabbioso, un’immersione tra i “vini di sabbia” nel “Grand Canyon” roerino, partendo da alcune etichette storiche del territorio, per passare ai vini del Bosco Eliceo e del Sulcis, sempre in Italia, e quindi superare i confini per approdare tra i Vin de Sable della Camargue, o ancora i vini del deserto di Algeria e Tunisia. Ci sarà anche spazio per esotiche etichette provenienti dai più remoti atolli e isole della Terra, in un viaggio immaginario che avrà come scenografia le famose Rocche del Roero, sulle quali è appollaiato il castello in posizione di sentinella.
 
Le etichette del Fondo Cesare e Maria Urbani sono una collezione preziosa per la nostra Fondazione – dice il presidente della Barolo & Castles Foundation, Paolo Damilano –. Con le mostre temporanee nei castelli delle colline di Langhe e Roero, due direttamente da noi gestiti e tre che fanno capo a enti e privati con cui abbiamo iniziato un percorso di collaborazione per il territorio, raggiungiamo due obiettivi per nulla scontati: la possibilità di dare una maggiore visibilità a questo patrimonio di etichette che racconta la storia del vino nel mondo e una prima iniziativa per una vera messa in rete dei manieri delle colline Unesco. Questo è solo l’inizio. Grazie al lavoro del Comitato scientifico della Barolo & Castles Foundation, continueremo a proporre nuove idee e progetti turistici e culturali per continuare il gioco di squadra che coinvolga sempre più interamente il territorio“.
 
 

MESSAGE ON THE BOTTLE – DALL’11 AL 26 MAGGIO
 
“IL GRANDE VIAGGIO DELLA VITE. DALLA CULLA AI CONFINI DEL MONDO”
CASTELLO DI BAROLO – WILA  
SABATO E DOMENICA (10,30-18,30)
INGRESSO 2 EURO (con la possibilità di vedere tutta la collezione del Fondo Cesare e Maria Urbani)
 
“VERTIGO! QUANDO IL VINO SFIDA LE VETTE”
CASTELLO DI SERRALUNGA
SABATO E DOMENICA (10,30-18,30)
INGRESSO LIBERO
 
“BAROLO. LE ORIGINI DEL MITO”
CASTELLO DI GRINZANE CAVOUR
SABATO E DOMENICA (10,30-18,30)
INGRESSO LIBERO
 
“SULLE TRACCE DI MARCO POLO”
CASTELLO DI PERNO – MONFORTE D’ALBA
DOMENICA 12-19-26 MAGGIO (14,00-19,00)
INGRESSO LIBERO
 
“DI SABBIA E DI ROCCHE”
CASTELLO DI MONTEU ROERO
DOMENICA 12-19-26 MAGGIO (14,00-19,00)
INGRESSO LIBERO