| Il « bacialé », simpatico paraninfo |
Normalmente i giovani di qualche generazione fa si presentavano in vari modi, magari sulla pista da ballo nelle varie sagre rurali, alludendo al proprio desiderio di « mettere la testa a partito » (grazioso eufemismo che evita di confessare una voglia matta di “accasarsi” o “andare in moglie”), oppure sorridendosi a vicenda per la strada finendo poi col darsi appuntamento alla Messa festiva delle « undici » (“Messa granda” perchè di solito la più solenne, con i paramenti sacri più belli); accennando alla possibilità di recarsi assieme, la domenica seguente, a prendere il gelato nel bar del paese (o la camomilla, a seconda delle stagioni), ma in maniera da far apparire la proposta assurda già dall'inizio: se cade era uno scherzo, altrimenti tanto meglio.
Questo modo di fare anche abbastanza normale, senz’altro non era ben visto dai bacialé. Loro facevano intendere che la scelta libera poteva sì danneggiare la loro attività, ma soprattutto poteva ritorcersi contro gli stessi interessati, non sufficíentemente preparati. Questi mediatori sostenevano che << affinchè un matrimonio riesca bene i contraenti devono essere all'incirca di pari condizione, in ogni senso>>
<< Chi meglio di loro può stabilire se due persone sono fatte l'una per l'altra? Essi, anziani di anni e di esperienza, conoscono bene tutte le famiglie del paese, del borgo vicino, e di quello attiguo, e dispongono d'una rete di informazioni che si estende a zone anche vaste. Sanno quanta terra avrà un'ereditiera, quante sorelle insidiano la futura proprietà di una giovane; sanno se un ragazzo ha voglia di lavorare, se è tenero con le donne, se non si accasa solo per il comodo di avere due braccia in più che fatichino per aumentare il suo capitale; sanno se il diploma del forestiero è « buono », cioè conseguito regolarmente a scuola e non invece concesso da anonime persone generose; fanno calcoli astrusi, « vedono » la coppia già insieme e immaginano la figura che farà, a passeggio nelle vie o all'uscita dalla chiesa. E propongono, ai genitori degli interessati, la « combinazione », talchè l'incontro avverrà in occasione della sagra patronale o di altre manifestazioni commerciali minori.
Anche il compenso per il paraninfo è curioso, costituito da un capo che con ogni certezza vuole simboleggiare come l'intervento non sia affatto venale, ma disinteressato e consiste in un cappotto, indumento un tempo raro, alla cui mancanza sopperivano le ampie mantelle che indossavano i vecchi contadini. |
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